Dopo due mesi e mezzo d'angoscia... finalmente tiro un sospiro di sollievo! Ho ancora un lavoro!
Festeggiate con me?

Un nuovo, drammatico caso Hina, la giovane di religione islamica uccisa dal padre nel Varesotto, perché non abbastanza "ortodossa". Un turco residente a Schweinfurt (Sud della Germania) ha ucciso la figlia di 15 anni perché, ha spiegato l'uomo, la ragazza conduceva una vita troppo occidentale. Memeth Oe, 45 anni, ha ucciso la figlia Buesra durante la notte di mercoledì ed è stato arrestato nella cittadina bavarese.
Buesra è stata pugnalata a morte nel sonno mentre sua sorella maggiore atterrita chiamava un'ambulanza. Ma quando i soccorsi sono arrivati la ragazza aveva perso ormai troppo sangue e non c'è stato nulla da fare. Il padre è stato fermato dagli agenti poco più tardi per strada, mentre tentava la fuga. ''Avevano stili di vita molto diversi'', ha spiegato un portavoce della polizia.
''Il padre diventava rosso dalla rabbia per le abitudini occidentali della figlia, che amava la vita e l'Hip-hop'', hanno raccontato alcune amiche della giovane al giornale Bild. Una di queste, ha spiegato che la vittima, sua sorella e sua madre erano costrette dall'uomo a indossare sempre il velo.
(fonte:TGCOM)
Ora io non so cosa commentare.
Questa gente non solo non ha rispetto della vita umana, non rispetta nemmeno la legge naturale che impedisce a un padre di uccidere il proprio figlio.
Se una religione, se un'usanza ti portano a superare persino la legge naturale, scusate se lo dico, ma quella religione, quelle usanze sono più che DISUMANE, più che BESTIALI... le bestie non uccidono i loro figli.
Gli islamici sì.
E poi i figli di satana siamo noi occidentali...
Buone notizie sul fronte occidentale...
Il 30 sarò più precisa.
VERNISSAGE
(dedicata a LUNGARA18, vernissage d’artisti in Trastevere)
Ilda Ippoliti
10 giugno 2009
(l'immagine è "Comet", dipinto a olio di I. Ippoliti)
Questa era troppo bella per lasciarla passare inosservata.
Come dire... CARO BRUNETTA... CHI SPUTA PER ARIA SI BAGNA....

Maurizio.
Un nome che mi riempie la vita. Totalmente.
Che parole potrei trovare per dire quello che provo per lui?
Dovrei inventarne, perché quelle esistenti non sono sufficienti.
E' tutto. E' la mia unica gioia, è' l'aria che respiro. E'... Mauri, l'amore della mia vita.

Prima o poi doveva succedere! Speravo che il poi fosse un po' più in là...
La mia ( ancora per poco ) azienda ha perso l'appalto. Il 30 giugno abbiamo finito.
Non so che fine farò...
Manco ci voglio pensare...
Intanto mi guardo in giro... e rido... per non piangere.

(foto presa da http://www.drakeworld.net/blogs/wiz
Nella notte tra domenica e lunedì scorsi verso le 2.00 Rai Tre ha trasmesso un vecchio sceneggiato in bianco e nero, LA VITA DI DANTE del 1965
Un vero e proprio capolavoro.
Noi non siamo più abituati a quel tipo di televisione. Quella degli anni 60-70 era una televisione di vera qualità. In quegli sceneggiati recitavano i più grandi attori del teatro italiano, gente che, paragonata a quella che vediamo nei programmi di oggi, sta come una montagna ad un microbo.
Ero stanca ma sono stata rapita da quelle scene in bianco e nero e da tutto quel talento!
Giorgio Albertazzi (Dante), Ileana Ghione (Gemma Donati), Sergio Graziani (Gherardino Diodati), Mario Bardella (Dino Compagni), Luigi Vannucchi (Guido Cavalcanti), Renzo Montagnani (Lapo Gianni)
tanto per fare qualche nome...
---continua---

Guardo la sera scendere
sulle tue ciglia stanche...
Ascolti l'allontanarsi dei rumori
e dei pensieri amari
mentre ti resto accanto...
Nascondo nella tua mano
il freddo del mio cuore
e cucio la mia bocca
con ago e fili d'attesa ritorta...
Poi un azzurro tessuto di stelle
ci sorprende
e bianche e setose
sbocciano parole
come notturne rose...
E ti darò il mio corpo
perchè tu te ne ricopra
perché tu senta,
perché tu viva ancora
dentro me...
Cos'altro resta
fra le mie braccia stanche?
Il tuo profumo e quel tuo sguardo strano
che amo...
Resta il tuo viso
ancora sul mio petto
e me che non ti lascio...
Amore.
(Ilda Ippoliti)
Buon Fine Settimana!

Oggi c'è aria di tempesta.
Forse pioverà.
Io sto a casa. Non mi sento bene.
E' tanto che non mi sento bene (e lo dicono i medici, non sono solo fisime come pensa qualcuno) ma sembra che la cosa importi solo a mio mio marito. Per fortuna, dico io, almeno lui è con me.
Vorrei fare altre considerazioni sulla famiglia ma è meglio lasciar perdere. Tanto sarebbe inutile.
Quando si parlano due lingue diverse è difficile comunicare, soprattutto se non se ne ha la benché minima voglia.
Una cosa però la dico, perché la penso, perché è giusto che sia chiaro. Prima di giudicare e fare osservazioni a me, su come mi comporto, su quello che faccio, penso e dico, guardate prima come vi comportate voi. Perché, nel caso non vi fosse chiara la faccenda, avete rotto. E parecchio.
Forse qualcuno ha preso la mia educazione, pazienza e tolleranza per scemenza... beh, vi siete sbagliati. E gli scemi siete voi.
La misura è colma... occhio!