NON HO PAROLE... è UNO SPETTACOLO UNICO, MAI VISTO, INCREDIBILMENTE BELLO!
MUSICA STUPENDA, DAL ROCK, AL GREGORIANO, AL SINFONICO.
VOCI INCREDIBILMENTE BELLE, PROFESSIONISTI GIOVANI MA BRAVI BRAVI BRAVI
NON E' UN MUSICAL, E' UN'OPERA LIRICA SENZA LA LIRICA!
E' GRANDIOSA!
BELLISSIMA!
STRUGGENTE, SPETTACOLARE, MAGNIFICA!

l'unico difetto è che lungo, quasi tre ore.
ANDATE A VEDERLO!
E' un po' che non scrivo più nulla di personale, che so una poesia o una pagina di pseudo diario.
Il fatto è che la mia vita è di un piattume esasperante.
Ho anche dei problemi personali e familiari ma sinceramente di sbatterli nel web non ne ho molta voglia.
Anche perché poi tutto sommato non sono nemmeno problemi originali: rapporto conflittuale con la madre e la famiglia, lavoro di merda, salute che te lo dico a fare... insomma una noia mortale!
Ultimamente, come si evince dai miei post, mi sono data alla critica teatrale. Mi sono pure aperta un blog di informazione teatrale che al momento non informa proprio nessuno perchè è in costruzione, non sta su nessun motore di ricerca per cui non ci arriva nessuno nemmeno per sbaglio. Appena avrò finito di scrivere tutti i programmi dei teatri di Roma mi adopererò per pubblicizzarlo.
La critica teatrale mi piace tanto. Primo perchè ho la passione del teatro da quando ho capacità di intendere e volere, secondo perchè ho l'opportunità di essere invitata a un sacco di begli spettacoli e in terzo luogo perché mi piace tanto scrivere.
La mia passione della scrittura è relativamente recente. Prima avevo altri hobby tipo ricamo, pittura e lavori su vetro, il decupage, l'uncinetto... insomma con le mani in mano non restavo mai.
Poi per gioco cominciai a scrivere e da allora non ho più smesso.
Fra pochi giorni ci sarà il debutto dell'attesissimo evento de La Divina Commedia l'Opera, spettacolo del quale ho comprato, svenandomi, i biglietti il 20 settembre, praticamente un minuto dopo che li avevano messi in vendita. Il guaio è che dovrò vederlo più di una volta... lo so... Spero solo che non mi venga la malattia come per Dracula... non posso accendere un mutuo per i biglietti!!!! Quanto lo vedo male... ma quanto lo vedo male il mio povero portafogli...

Ha debuttato ieri al Teatro de' Servi, POP CORN, una favola divertente e malinconica sullo sfondo di una sala cinematografica.
Pop Corn, l’omino buffo nato e cresciuto in un cinema, vive in un mondo di sogno. I suoi soli amici sono gli attori che sembrano uscire dallo schermo per parlare e fargli compagnia. Nei suoi occhi l’immagine di una donna bellissima,la protagonista de “La bella ereditiera” che cerca in tutti i cinema nei quali lavora vendendo bibite e pop corn fino al giorno in cui non la incontrerà in Mary, una venditrice di sigarette. Per lei Pop Corn diventerà un piccolo genio, quell’angelo custode che l’accompagneràe la guiderà lungo l’ardua via del successo fino al giorno un cui lei diventerà una star.

(ANSA) - BRESCIA, 13 NOV - Trent'anni di reclusione per il padre di Hina Saleem e per i due cognati della ragazza pakistana. Due anni e 8 mesi allo zio. Questa la sentenza pronunciata per l'uccisione della giovane sgozzata in famiglia lo scorso anno. Alla lettura della sentenza la madre di Hina ha dato in escandescenze in aula, gridando 'me lo ammazzano'.
Posto che 30 anni sono il minimo che si potesse comminare per un efferato assassinio come quello della povera Hina colpevole solo di amare un ragazzo italiano, posto che davvero non so capire cosa c'entri il padreterno ( Allah, Dio, Ente Supremo o come cavolo lo vogliamo chiamare) nel cui nome questa gente compie queste atrocità, il mio pensiero va all'immagine di quella donna, madre della ragazza uccisa che va in escandescenze alla lettura della sentenza di una più che giusta condanna.
Certo, cara signora che in carcere è possibile che te lo ammazzino. Tuo marito e padre di tua figlia, insieme ai suoi cognati hanno preso quella povera ragazza, l'hanno tenuta ferma e tuo marito le ha tagliato la gola lasciandola morire dissanguata... 30 anni sono pochi e spero se li faccia tutti fino all'ultimo minuto. Fosse per me lo chiuderei in una cella al buio da solo e butterei la chiave.
Quello che però mi lascia sconcertata è che lei, cara signora, in escandescenze ci sia andata per la condanna di quello sporco assassino di suo marito e non per l'esecuzione efferata di quella povera innocente di sua figlia.
Non l'ho vista urlare nè inveire dopo l'omicidio. Avrà certamente pianto, me lo auguro almeno, ma come è possibile che lei voglia ancora solo vedere l'assassino del suo stesso sangue? Cos'ha al posto del cuore?
Qui non è questione di tradizione o di cultura diversa dalla nostra, qui salta agli occhi e alla coscienza di chiunque che deve esserci qualcosa di oscuro e di terribile nella sua cultura religiosa ( ho detto cultura religiosa e non religione) che va contro la legge naturale dell'essere umano. E ciò che va contro la legge naturale dell'essere umano, ciò che non considera un valore la vita umana, è sbagliato. A prescindere.
Rimango senza parole. 
Solo un pensiero va agli occhi da cerbiatta di Hina che ci guarderanno per sempre da questa foto.
Una cara amica mi ha passato questa cosa che mi ha riportato ai miei anni verdi..
Halloween e noi...
Noi che ...ci divertivamo anche facendo "Strega tocca colore".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a Nomi, Cose e Città (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la BIC.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo!!!
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che passavamo le ore a giocare a "birrette" con i tappi corona delle bibite riempiti di cera.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto
delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava due.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che "Disastro di Cernobyl" voleva dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che
si impregnava d'olio.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween!!!
ar chiar de luna a ffà ‘na spasseggiata
Li grilli me faceveno li cori
Era ’na bella sera profumata.
D’un tratto che te vedo ‘n lontananza?
Fra er lusco e er brusco me parette strano
Ma bello pasciutello e co la panza
Lucullo me s’apparze sano sano!
“Che bella Roma mia, posto affatato!
Io nun vedevo l’ora de tornacce
Me vojo divertì come ‘n passato
Magnà, bève e alle donne fa le cacce!”
Io so’ restato senza ‘na parola
E lui che me vedeva ‘n po’ stranito
“Guardame, so’ Lucullo, ‘n so’ ‘na sòla!”
E me pareva ‘n poco arisentito.
Me so’ fatto coraggio e ciò parlato.
J’ho chiesto: “Che ce fai tu da ste parti?
Nun ce lo sai che er tempo tuo è passato
che qui se campa male, a zompi e sarti?”
Ciaveva ‘n’ espressione ‘n po’ stranita
“Ma come? Semo a Roma e nun se magna?
Se stenta e nun se fa la bella vita?
E chi v’ha comminato sta magagna?”
“Lucullo mio sapessi che storiaccia!
Li governanti rubbeno a man bassa
Ce magnano ‘mpuniti su la faccia
E tutto, puro l’aria cià ‘na tassa!”
“Li buffi mo ciariveno ai ginocchi
Hai vojia arrabbattasse come ‘n mulo
Manco pe’ piagne più ciavemo l’ occhi
Semo rimasti co le pezze ar culo!”
Nun ce poteva crede a quer disastro.
Lucullo ce restò quasi de sale
- Lui che der godereccio era er pilastro -
a vede li romani messi male.
Fece spallucce e poi se n’annò via
Se ne tornò d’andove era arivato…
Mannaggia a li peperoni de mi zia!
Tutto de ‘n botto, aho? Me so’ svejiato!
1°Novembre 2007
di Frederick Knott
dalla commedia omonima e dalla sceneggiatura del film di Alfred Hitchcock
con
Geppy Gleijeses
Marianella Bargilli
Stefano Santospago
Raffaele Pisu
Massimo Cimaglia
scene e costumi
Lorenzo Ghiglia
regia
Geppy Gleijeses

Martedì sera al Quirino, ho assistito alla prima di Delitto Perfetto di Frederick Knott, portato in scena dalla Compagnia del Teatro Stabile di Calabria diretta dal bravissimo Geppy Gleijeses che ha firmato anche la regia di questo splendido classico del giallo.
L’atmosfera cupa immortalata nell’omonimo film di Hitchcock era perfettamente rievocata dal curatissimo ed elegante impianto scenografico che rendeva possibile la visione contemporanea dei quattro ambienti di casa Wendice nel quale si svolge la vicenda: pianerottolo, salotto, camera da letto e giardino.
Uno spettacolo di gran classe quello cui ho assistito, grazie anche alla bravura di un cast che ha brillato per affiatamento ed intensità di interpretazione: Geppy, il disinvolto e convincente Tony Wendice, Stefano Santospago, l’affascinante e disincantato Mark, Massimo Cimaglia, perfetto nel ruolo del sicario Swan e lo straordinario, grandissimo Raffaele Pisu, l’ispettore di Scotland Yard, che, a ragione, ha raccolto molti meritatissimi applausi.
Quella che più mi ha colpito, però, è stata Marianella Bargilli, nel ruolo di Margot Wendice. Margot è una donna di gran classe, dal fascino dolce, leggermente algido, fragile ma al contempo capace di coraggio e di grande forza d’animo e tutte queste sfaccettature sono state perfettamente rese dal diamante Marianella che è riuscita, con la sua interpretazione veramente di altissimo livello, a delineare magistralmente il profilo psicologico e il dramma di una donna in trappola.
Chi si intende un po’ di teatro sa quanto sia impegnativo essere il protagonista e allo stesso tempo il regista di una pièce teatrale ed è per questo che sento doveroso un particolare plauso a Geppy Gleijeses che ha dato splendida prova di sé in entrambi i ruoli.
Delitto Perfetto è uno spettacolo bello sotto tutti i punti di vista, funziona, cattura e coinvolge lo spettatore nei suoi ingranaggi perfetti, ha un cast di assoluto rispetto e, in conclusione, il vero delitto sarebbe non andare a vederlo.
Si replica al Quirino fino all’ 11 Novembre 2007.
Spettatore avvisato…
(Ilda Ippoliti Bellini)
TEATRO QUIRINO
Via delle Vergini, 7
Roma
contatti:
e-mail: teatroquirino@libero.it
Tel.: 06 6790616 - 06 6783042