venerdì, 30 novembre 2007
Cosa succederebbe se la storia di Romeo e Giulietta, finisse in modo diverso?
Cosa succederebbe se il loro sogno d’amore si concretizzasse nel matrimonio?
E dopo trent’anni di vita insieme?
Nella simpatica farsa  di Ephraim Kishon, portata in scena da Massimo Lopez, con la regia di Giorgio Lopez, la famosa opera di William Shakespeare ha un finale completamente diverso da quello che conosciamo. I due famosi innamorati si sposano e dopo tanti anni diventano una coppia annoiata dalla routine quotidiana e disamorata dal rapporto difficile con la figlia Lucrezia, una ragazza che poco somiglia ad una fanciulla veronese del Rinascimento.
Dopo trent’anni di convivenza, l’idillio amoroso è svanito, il romanticismo è finito nella spazzatura e l’amore si è perso fra gli inesorabili battibecchi per rinfacciarsi continuamente situazioni passate.
Può, però, una storia che era così bella  avere mai un epilogo così deprimente? Sicuramente no, e a rimettere a posto tutto, o quanto meno a provarci, ci penserà lo stesso William Shakespeare  tornato dall’aldilà per mettere in riga i due coniugi veronesi.
“Oh Romeo…”  è un simpatico e divertente spettacolo nel  quale Massimo Lopez si esprime al suo meglio lanciandosi nel ruolo del sommo poeta inglese con istrionica abilità regalandoci le sue spassose gag, una fra tutte quella del primo atto, in cui Shakespeare, seduto allo studiolo, declama versi come se fosse davanti al pianoforte con le movenze dell’indimenticato e indimenticabile cantante americano Ray Charles.
Efficace la scenografia che riproduce l’abitazione  di Romeo e Giulietta che è poco di più di un monolocale giacché la coppia è squattrinata e attende la morte della madre di Giulietta, Madonna Capuleti, vecchia ricchissima e ovviamente tirchia.
Gustose le interpretazioni diGiuliano Chiarello e Alessia Duca  che ci regalano, rispettivamente un Romeo e una Giulietta come non vorremmo mai vederli, cioè una coppia fuori dalla favola che conosciamo. La Duca interpreta efficacemente anche Lucrezia  la loro figlia che ci ricorda molto una ragazza di oggi con  pochi entusiasmi e tanti problemi giovanili.
Brava anche Rossella Celindano nel ruolo della nutrice di origine ucraina al completo servizio di Madonna Capuleti, che ci metterà al corrente di qualche inaspettato lato oscuro di Giulietta.
Lo spettacolo risulta gradevole e divertente nonostante qualche piccola caduta di ritmo qua e là ed è consigliato a chi vuole passare una serata all’insegna della leggerezza riflettendo allegramente su uno dei maggiori classici shakesperariani.
 
In scena la TEATRO VITTORIA dal 27 novembre.
 
(Ilda Ippoliti Bellini)
 
 
 
TEATRO VITTORIA
Piazza Santa Maria Liberatrice, 10
00153 Roma
tel. 065740170

Scintilla di Ildabella


martedì, 27 novembre 2007

NON HO PAROLE... è UNO SPETTACOLO UNICO, MAI VISTO, INCREDIBILMENTE BELLO!

MUSICA STUPENDA, DAL ROCK, AL GREGORIANO, AL SINFONICO.

VOCI INCREDIBILMENTE BELLE, PROFESSIONISTI GIOVANI MA BRAVI BRAVI BRAVI

NON E' UN MUSICAL, E' UN'OPERA LIRICA SENZA LA LIRICA!

E' GRANDIOSA!

BELLISSIMA!

STRUGGENTE, SPETTACOLARE, MAGNIFICA!

novembre2007010.jpg picture by bellailda

l'unico difetto è che lungo, quasi tre ore.

 

ANDATE A VEDERLO!


Scintilla di Ildabella


martedì, 20 novembre 2007

E' un po' che non scrivo più nulla di personale, che so una poesia o una pagina di pseudo diario.
Il fatto è che la mia vita è di un piattume esasperante.
Ho anche dei problemi personali e familiari ma sinceramente di sbatterli nel web non ne ho molta voglia.
Anche perché poi tutto sommato non sono nemmeno problemi originali: rapporto conflittuale con la madre e la famiglia, lavoro di merda, salute che te lo dico a fare... insomma una noia mortale!

Ultimamente, come si evince dai miei post, mi sono data alla critica teatrale. Mi sono pure aperta un blog di informazione teatrale che al momento non informa proprio nessuno perchè è in costruzione, non sta su nessun motore di ricerca per cui non ci arriva nessuno nemmeno per sbaglio. Appena avrò finito di scrivere tutti i programmi dei teatri di Roma mi adopererò per pubblicizzarlo.

La critica teatrale mi piace tanto. Primo perchè ho la passione del teatro da quando ho capacità di intendere e volere, secondo perchè ho l'opportunità di essere invitata a un sacco di begli spettacoli e in terzo luogo perché mi piace tanto scrivere.
La mia passione della scrittura è relativamente recente. Prima avevo altri hobby tipo ricamo, pittura e lavori su vetro, il decupage, l'uncinetto... insomma  con le mani in mano non restavo mai.
Poi per gioco cominciai a scrivere  e da allora non ho più smesso.

Fra pochi giorni ci sarà il debutto dell'attesissimo evento de La Divina Commedia l'Opera, spettacolo del quale ho comprato, svenandomi,  i biglietti il 20 settembre, praticamente un minuto dopo che li avevano messi in vendita. Il guaio è che dovrò vederlo più di una volta... lo so... Spero solo che non mi venga la malattia come per Dracula... non posso accendere un mutuo per i biglietti!!!! Quanto lo vedo male... ma quanto lo vedo male il mio povero portafogli...


Scintilla di Ildabella


giovedì, 15 novembre 2007
POP CORN
 
di Fiammetta Carena
 
con
Bruno Viola, Ilaria Falini, Cristina Aubry, Antonio Merone
 
regia
Marco Belocchi
 


Ha debuttato ieri al Teatro de' Servi, POP CORN, una favola divertente e malinconica sullo sfondo di una sala cinematografica.
Pop Corn, l’omino buffo nato e cresciuto in un cinema, vive in un mondo di sogno. I suoi soli amici sono gli attori che sembrano uscire dallo schermo per parlare e fargli compagnia. Nei suoi occhi l’immagine di una donna bellissima,la protagonista de “La bella ereditiera” che cerca in tutti i cinema nei quali lavora vendendo bibite e pop corn fino al giorno in cui non la incontrerà in Mary, una venditrice di sigarette. Per lei Pop Corn diventerà un piccolo genio, quell’angelo custode che l’accompagneràe la guiderà lungo l’ardua via del successo fino al giorno un cui lei diventerà una star.

 
         
 
 
Semplice ma efficace la scenografia con la sala cinematografica realizzata con uno schermo sul quale passano le immagini dei vecchi film e che funge da porta fra realtà e fantasia e molto bravi gli attori Bruno Viola, nei panni del tenero protagonista, la talentuosa Ilaria Falini nella parte di Mary, la simpatica Cristina Aubry che dà vita alle perfide rivali di Mary e il versatile  Antonio Merone, forse il migliore del cast, al quale va un particolare plauso per le ottime e divertentissime caratterizzazioni dei suoi personaggi, specialmente quello di Rodolfo Valentino che uscito dallo schermo parla in dialetto pugliese e del fantastico regista succube degli isterismi della diva del muto.
Lo spettacolo è sì una storia d’amore ma è più un sentito omaggio al cinema e ai suoi immortali protagonisti. Ha qualche velleità da commedia musicale non perfettamente riuscita e ritmi, specie nel primo atto, un po’ lenti, ma la storia trabocca di malinconica tenerezza ed è divertente, piacevole e ben interpretata.
Piacerà ai cinefili, a chi ama le storie romantiche e a chi ama viaggiare con la fantasia.
Si replica fino al 9 Dicembre.
 
Simpatica, inoltre, la promozione del Teatro de' Servi per cui nelle serate di martedì e mercoledì, presentando al botteghino un pacchetto di popcorn, si avrà la possibilità di usufruire di uno sconto sul biglietto.
 
(Ilda Ippoliti)

TEATRO DE' SERVI 
Via del Mortaro, 22 (angolo Via del Tritone) ROMA

Tel. 06.6795130
http://www.teatroservi.it/
 
 

Scintilla di Ildabella


martedì, 13 novembre 2007

(ANSA) - BRESCIA, 13 NOV - Trent'anni di reclusione per il padre di Hina Saleem e per i due cognati della ragazza pakistana. Due anni e 8 mesi allo zio. Questa la sentenza pronunciata per l'uccisione della giovane sgozzata in famiglia lo scorso anno. Alla lettura della sentenza la madre di Hina ha dato in escandescenze in aula, gridando 'me lo ammazzano'.

Posto che 30 anni sono il minimo che si potesse comminare per un efferato assassinio come quello della povera Hina colpevole solo di amare un ragazzo italiano, posto che davvero non so capire cosa c'entri il padreterno ( Allah, Dio, Ente Supremo o come cavolo lo vogliamo chiamare) nel cui nome questa gente compie queste atrocità, il mio pensiero va all'immagine di quella donna, madre della ragazza uccisa che va in escandescenze alla lettura della sentenza di una più che giusta condanna.
Certo, cara signora che in carcere è possibile che te lo ammazzino. Tuo marito e padre di tua figlia, insieme ai suoi cognati hanno preso quella povera ragazza, l'hanno tenuta ferma e tuo marito le ha tagliato la gola lasciandola morire dissanguata... 30 anni sono pochi e spero se li faccia tutti fino all'ultimo minuto. Fosse per me lo chiuderei  in una cella al buio da solo e butterei la chiave.
Quello che però mi lascia sconcertata è che lei, cara signora, in escandescenze ci sia andata per la condanna di quello sporco assassino di suo marito e non per l'esecuzione efferata di quella povera innocente di sua figlia.
Non l'ho vista urlare nè inveire dopo l'omicidio. Avrà certamente pianto, me lo auguro almeno, ma come è possibile che lei voglia ancora solo vedere l'assassino del suo stesso sangue? Cos'ha al posto del cuore?
Qui non è questione di tradizione o di cultura diversa dalla nostra, qui salta agli occhi e alla coscienza di chiunque che deve esserci qualcosa di oscuro e di terribile nella sua cultura religiosa ( ho detto cultura religiosa e non religione) che va contro la legge naturale dell'essere umano. E ciò che va contro la legge naturale dell'essere umano, ciò che non considera un valore la vita umana, è sbagliato. A prescindere.

Rimango senza parole.

Solo un pensiero va agli occhi da cerbiatta di Hina che ci guarderanno per sempre da questa foto.



 


Scintilla di Ildabella


mercoledì, 07 novembre 2007
Teatro Vittoria 
di Roma
dal 6 al 25 Novembre

L'Altro Lato del Letto
di
David Lorenzo Serrano de la Pena e Roberto Garcia Santiago

con
 
Vittoria Belvedere  MIchele La Ginestra
Lorenza Mario  Augusto Fornari
e con
Altea Russo, Mela Battaglia, Giovanna Martini,
Massimiliano Giovanetti


Traduzione, adattamento e regia di
Marioletta Bideri e Stefano Messina
 
 

vittoria.jpg picture by ildabella

 
 
Ieri sera, al Teatro Vittoria, ha debuttato ”L’altro Lato del Letto”, una commedia musicale brillantissima, dai ritmi perfetti che ci racconta la storia di due coppie e dei loro amici che tra menzogne, tradimenti e baci cercano una risposta alle loro insicurezze e confusioni e alla loro paura di non essere capaci di restare sempre accanto alla stessa persona.
Il testo, di David Lorenzo Serrano e Roberto Garcia Santiago, è di una comicità esilarante, ed è abilmente interpretato da un cast affiatato e in stato di grazia dove davvero si fa fatica a decidere chi sia più bravo. Vittoria Belvedere, al suo debutto teatrale, sorprende per la sua  bravura in un ruolo comico e affascina la spiritosa Lorenza  Mario per il suo charme. Bravissimi gli uomini di questa formazione, Michele La Ginestra e Augusto Fornari, gustosi  interpreti delle debolezze maschili e davvero spassosi i caratteristi Massimiliano Giovanetti, Altea Russo, Mela Battaglia e Giovanna Martini che, davvero, sono il valore aggiunto di questa piacevolissima pièce teatrale.
Molto bella la scenografia su due piani di Elisa Piccini con il letto a scomparsa e con l’Orchestra  Kandelabrum dal vivo celata dietro pannelli sui quali si muovono le proiezioni di Umile Vainieri.
Una menzione speciale si deve alle musiche originali e trascinanti di Pino Cangialosi e ai testi delle canzoni di Marioletta Bideri e Stefano Messina che hanno curato anche la regia.
E’ una commedia straordinaria che spinge a pensare, che scruta con occhio divertito  ma lucido la difficoltà dei giovani, troppo spesso eterni Peter Pan e incapaci di vivere il rapporto di coppia con maturità.
Spettacolo di gran qualità, L’Altro Lato del Letto è assolutamente imperdibile. Andate a vederlo: riderete fino alle lacrime!
 
All’uscita, fermatevi anche a firmare la petizione per salvare il Teatro Vittoria: i tagli di fondi alla cultura e l’aumento indiscriminato degli affitti stanno condannando alla chiusura questo magnifico spazio teatrale ormai divenuto un’istituzione a Roma e portato avanti, ormai da ventun anni, dalla Compagnia Attori e Tecnici cui va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno.
 
(Ilda Ippoliti)
 

Scintilla di Ildabella


lunedì, 05 novembre 2007

Una cara amica mi ha passato questa cosa che mi ha riportato ai miei anni verdi..

Halloween e noi...

Noi che ...ci divertivamo anche  facendo "Strega tocca colore".
Noi che facevamo "Palla  Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera". 
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco  Della Vittoria e Viale Dei Giardini".
Noi che i pattini  avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede  cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi  lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più  figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici  nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore  a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una  bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando  riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si  accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo  a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani  randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in  bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline  di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la  prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della  bella...
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a Nomi, Cose e Città (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci  mancavano sempre quattro figurine per finire l'album  Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il   "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a  "Merda" con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il  mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la BIC. 
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni  animati.
Noi che avevamo i cartoni animati  belli!
Noi che guardavamo  "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che  abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma  formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che  si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una   guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li  scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al  compagno.
Noi che si andava in cabina a  telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non  vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri  compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della  bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste  stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo!!!
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che passavamo le ore a giocare a "birrette" con i tappi corona delle bibite riempiti di cera.
Noi che suonavamo ai  campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto
delle gite  facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che  a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che  quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in  tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un  ceffone, la mamma te ne dava due.
Noi che se a scuola la  maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.  Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su  Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che "Disastro di Cernobyl" voleva dire che non potevamo bere il latte alla  mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che
si impregnava d'olio.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi  in strada non era così pericoloso.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che  il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween!!!


Scintilla di Ildabella


domenica, 04 novembre 2007

 Ierzera me n’annavo pe li Fori

ar chiar de luna a ffà ‘na spasseggiata

Li grilli me faceveno li cori

Era ’na bella sera profumata.

 

D’un tratto che te vedo ‘n lontananza?

Fra er lusco e er brusco me parette strano

Ma bello pasciutello e co la panza

Lucullo me s’apparze sano sano!

 

“Che bella Roma mia,  posto affatato!

Io nun vedevo l’ora de tornacce

Me vojo divertì come ‘n passato

Magnà, bève e alle donne fa le cacce!”

 

Io so’ restato senza ‘na parola

E lui che me vedeva ‘n po’ stranito

“Guardame, so’ Lucullo, ‘n so’ ‘na sòla!”

E me pareva ‘n poco arisentito.

 

Me so’ fatto coraggio e ciò parlato.

J’ho chiesto:  “Che ce fai tu da ste parti?

Nun ce lo sai che er tempo tuo è passato

che qui  se campa male, a zompi e sarti?”

 

Ciaveva ‘n’ espressione ‘n po’ stranita

“Ma come? Semo a Roma e nun se magna?

Se stenta e nun se fa la bella vita?

E chi v’ha comminato sta magagna?”

 

“Lucullo mio sapessi che storiaccia!

Li governanti rubbeno a man bassa

Ce magnano ‘mpuniti su la faccia

E tutto, puro l’aria cià ‘na tassa!”

 

“Li buffi mo ciariveno ai ginocchi

Hai vojia arrabbattasse come ‘n mulo

Manco pe’ piagne più ciavemo l’ occhi

Semo rimasti co le pezze ar culo!”

 

Nun ce poteva crede a quer disastro.

Lucullo ce restò quasi de sale

- Lui che der godereccio era er pilastro -

a vede li romani messi male.

 

Fece spallucce e poi se n’annò via

Se ne tornò d’andove era arivato…

Mannaggia a li peperoni de mi zia!

Tutto de ‘n botto, aho? Me so’ svejiato!

 

 

1°Novembre 2007


Scintilla di Ildabella


giovedì, 01 novembre 2007

 DELITTO PERFETTO

di Frederick Knott

 

dalla commedia omonima e dalla sceneggiatura del film di Alfred Hitchcock

 

con

Geppy Gleijeses

Marianella Bargilli

Stefano Santospago

Raffaele Pisu

Massimo Cimaglia

 

scene e costumi

Lorenzo Ghiglia


regia

Geppy Gleijeses

 

 

 

Martedì sera al Quirino, ho assistito alla prima di Delitto Perfetto di Frederick Knott, portato in scena dalla Compagnia del Teatro Stabile di Calabria diretta dal bravissimo Geppy Gleijeses che ha firmato anche la regia di questo splendido classico del giallo.

L’atmosfera cupa immortalata nell’omonimo film di Hitchcock era perfettamente rievocata dal curatissimo ed elegante impianto scenografico che rendeva possibile la visione contemporanea dei quattro ambienti di casa Wendice nel quale si svolge la vicenda: pianerottolo, salotto, camera da letto e giardino.

Uno spettacolo di gran classe quello cui ho assistito, grazie anche alla bravura di un cast che ha brillato per affiatamento ed intensità di interpretazione: Geppy, il disinvolto e convincente Tony Wendice, Stefano Santospago, l’affascinante e disincantato  Mark, Massimo Cimaglia, perfetto nel ruolo del sicario Swan e lo straordinario, grandissimo Raffaele Pisu, l’ispettore di Scotland Yard, che, a ragione, ha raccolto molti meritatissimi applausi.

Quella che più mi ha colpito, però, è stata Marianella Bargilli, nel ruolo di Margot Wendice. Margot è una donna di gran classe, dal fascino dolce, leggermente algido, fragile ma al contempo capace di coraggio e di grande forza d’animo e tutte queste sfaccettature sono state perfettamente rese dal diamante Marianella che è riuscita, con la sua interpretazione veramente di altissimo livello, a delineare magistralmente il profilo psicologico e il dramma di una donna in trappola.

Chi si intende un po’ di teatro sa quanto sia impegnativo essere il protagonista e allo stesso tempo il regista di una pièce teatrale ed è per questo che sento doveroso un particolare plauso a Geppy Gleijeses che ha dato splendida prova di sé in entrambi i ruoli.

 

Delitto Perfetto è uno spettacolo bello sotto tutti i punti di vista, funziona, cattura e coinvolge lo spettatore nei suoi ingranaggi  perfetti, ha un cast di assoluto rispetto e, in conclusione, il vero delitto sarebbe non andare a vederlo.

 

Si replica al Quirino fino all’ 11 Novembre 2007.

Spettatore avvisato…

 

(Ilda Ippoliti Bellini)

 

 

 

TEATRO QUIRINO

Via delle Vergini, 7

Roma

contatti:

http://www.teatroquirino.it/

e-mail: teatroquirino@libero.it

Tel.: 06 6790616 - 06 6783042

 

 

 


Scintilla di Ildabella