Detto fra noi questo ragazzo è proprio un bell'esemplare di razza umana italoafroamericana.
(ovviamente quando si tratta di cose belle gira e gira scopri che c'è un italiano di mezzo!
)
Sapete che vi dico? MI RIFACCIO GLI OCCHI!


A Maurizio ho detto: "Se ti permetto di dire che la Bellucci è una gran topa, io posso dire che Vin Diesel è proprio un gran pezzo di figo?"
Mauri ha riso. Io pure.
Quindi, avendo avuto il permesso... mi rifaccio gli occhietti.

Ecco... stavo appunto dicendo... WOW!
E così è passata la Vigilia.
Il mio tesoro aveva un po' di febbre ma abbiamo cenato insieme, soli io e lui, a lume di candela
Spaghetti alle vongole e involtini di pesce persico alla crema.
Musica natalizia nello stereo e il sorriso di mio marito mentre mi dice "Ti amo tanto e la cena che hai preparato è tanto buona".
Poi i regali. Semplici e piccoli: un film e un profumo
E nel mio cuore si è accesa una dolcezza che non sentivo da tempo.
Non fa nulla se non ho ricevuto la telefonata da chi speravo mi chiamasse.
Ho tutto quello che mi rende felice: mio marito Mauri.
Ora dorme e lo trovo così bello... Non lo cambierei con nessuno al mondo!
Buonanotte Amore.

Capita che mi senta come un ramo secco.
Una cosa inutile.
Un cassetto di desideri che devo richiudere e gettarne la chiave...
Ne ricordo uno, un desiderio normale che quasi tutti vedono realizzarsi... avevo nove anni e sognavo che un giorno mi sarei sposata e avrei avuto un bambino.
Pensavo a come lo avrei detto alla mia famiglia, a mio marito... avevo immaginato una cosa carina...
Avrei comperato un biberon, lo avrei incartato e infiocchettato e lo avrei regalato ai miei. Mi immaginavo la faccia che avrebbero fatto, la gioia che sarebbe entrata nella mia casa...
E un altro... Vedevo la mia famiglia e quella di mio marito riunita attorno ad una tavola apparecchiata per il Natale con nonni, zii, bambini... tanti sorrisi e il presepe e l'albero e le facce sorprese dei bambini che scartavano il regali...
Non ho potuto mai farlo quel pacchetto.
E nemmeno sedermi a quella tavola.
La vita aveva in serbo altro.
Aveva un uomo per me.
Un uomo dolce che se mi vede addormentata mi copre delicatamente, che se mi vede triste mi accarezza dolcemente e mi dice che sono bella...
Un uomo che quando sono stata malata ha nascosto la sua paura per farmi coraggio, che mi ha parlato d'amore per ore senza dire una parola.
Nei suoi occhi vedo sempre un sorriso per me...
Avrei voluto essere la donna che meritava di avere accanto.
E' l'unico che abbia veramente capito chi sono.
E' la mia sola gioia. Il mio grande, unico, immenso amore.
Non pareggerò mai il conto.
Questo Natale è uno dei più tristi della mia vita ma non sono sola.
Grazie Amore mio.
Buon Natale.


Lo specchio di un lago
fermo come il mio respiro
acqua scura i miei pensieri
- steli spezzati di una rosa nera -
e nuvole di nebbia tra le mani
che sanguinano parole senza suono.
Ascolto un sussurro di vento
- indistinto oscuro incantesimo -
e lingue di fiamme nel cuore
che brucia di gelo.
Silenzio... Attesa...
E sul pavimento
Trenta denari di indifferenza.
(Ilda Ippoliti)
Cosa vuol dire esistere?
A me pare di guardare il mondo da fuori.
Non mi sono mai sentita dentro alla vita.
Guardare tutto da fuori ti fa sentire molto sola.
Forse perchè guardare la propria vita che non è proprio un granché non aiuta.
Ci sono cose, anche semplici, irraggiungibili.
Ci sono cose che hai desiderato da sempre e fino a star male che non si realizzeranno mai, qualunque cosa tu possa dire o fare.
Allora non ti resta che chiudere gli occhi, dormire un po' e l'indomani, quando tutto ricomincia, andare avanti lo stesso... anche se qualcosa ti si è spezzato dentro.
Uffa.
Vorrei che una persona a cui tengo tornasse quella di una volta.
Penso che sia cambiata molto e non in meglio.
Mi spiace... tanto.

In "Questo Silenzio Atroce" scritto da Claudio De Santis e Daniele Scattina che firma anche la regia, è la guerra che si racconta, attraverso gli occhi, le lacrime e i vuoti dell'animo di chi si trova preso in quest'ingranaggio spietato.
La scenografia è semplice ed eloquente: una carta geografica sullo sfondo a contenere come un grembo un croce insanguinata con attorno piccole candele consumate.
Chi ha sparato per primo? - si chiede uno dei protagonisti - ma la risposta non è importante, saperlo non rimedia all'abisso di sofferenza, alle catene di lutti che quel primo colpo ha provocato. Non è utile giudicare, si guarda come spettatori l'orrore della follia-guerra che tutto travolge e trascina con sé.Impercettibile la linea di confine tra vittime e carnefici che spesso, inesorabilmente si scambiano i ruoli; intollerabile il dolore dello spezzarsi dei sogni e dei sentimenti che uccisi, trascinano con loro, nella tomba anche la dignità dell'individuo. Ed Atroce è il Silenzio del risveglio dall'incubo in cui non si può far altro che lasciare andare il ricordo di chi e di cosa non esiste più.

Il testo risulta molto ben scritto, poetico e toccante ed è onorato dalla notevole prova delle interpreti femminili Milena Mancini e Roberta Marcucci che danno corpo e voce al cuore e alla sofferenza delle donne innamorate, abbandonate, violate e tradite, fiori spezzati dall'orrore e dal disprezzo di chi esse amavano, madri - madonne senza aureola - svuotate di figli uccisi perchè "alla guerra piacciono giovani".
Ottime ed intense anche le interpretazioni dei bravi Marco Di Campli San Vito e Daniele Scattina che danno voce ai soldati di questa guerra, il primo semplice ed eroico, il secondo vittima e carnefice anche di se stesso.
Come un calcio al cuore, questo spettacolo colpisce dentro. Non serve giudicare. Si vorrebbe scappare per non sentire ma la verità ha una voce che urla anche se costretta nel silenzio più atroce, appunto.
Andate a vederlo. Non potrà non emozionarvi.
In scena al Teatro Tordinona dal 4 al 9 Dicembre ore 21.
TEATRO TORDINONA
Via degli Acquasparta ,16
ROMA 00186
Tel.: 06-68805890 Fax.: 06-68804982
info@teatrotordinona.it
GRAZIE ROBERTO!!!!