Questa sera un grande evento alla Galleria d'arte vicino casa, una mostra di Martin Creed.
E chi è? - direte voi.
Mai sentito, vi rispondo io, ma io non faccio testo perché di arte moderna ne so quanto una lumaca ne sa di astrofisica.
La curiosità però ha avuto la meglio, per cui mi sono intrufolata tra la folla che assiepava l'ingresso della Galleria per ammirare le opere esposte.
Una parete bianca con strisce verdi incrociate, un'altra con strisce blu, un'altra ancora con una X rossa, la scritta "FEELINGS" di neon multicolore, un paio di quadretti piccoli in bianco e nero e poi... tavoli e sedie.
Quattro tavoli, uno sull'altro, di stili e dimensioni diversi e più in là quattro sedie, anch'esse di stili e dimensioni diversi e sempre l'una sull'altra.
Nella mia semplicità osservavo con interesse ( ed espressione a punto interrogativo ) cercando di capire il significato di queste opere... ma ad un certo punto ecco accadere qualcosa di inaspettato e al tempo stesso di deliziosamente ovvio che ha restituito all'opera la sua dimensione reale.
Vi descrivo la scena: due persone, sapete di quelle che vanno ai vernissage con aria compresa e intellettuale parlando con termini astrusi e tecnici, guardavano inorridite l'Opera con i tavoli e commentavano schifate! Qualcuno aveva osato lasciare su QUEL tavolo un bicchierino sporco, uno di quelli usati per il rinfresco!
Mi è venuto spontaneo un bonario sorriso e ho pensato che se il tavolo avesse avuto il dono della parola avrebbe considerato che invece era proprio quello il posto di un bicchierino, sul tavolo appunto! Avrebbe apprezzato l'ovvietà di un bicchierino su di sè.
La materia dell'Opera d'arte che si riappropria della sua natura intrinseca. Un tavolo è un tavolo. Magari con un'idea meravigliosa in testa ma con la personale soddisfacente nobiltà di essere puramente e semplicemente un tavolo!
Sorte più malinconica ha avuto l'opera delle Sedie... Nessuno ha avuto il coraggio di sedervisi sopra...
In ogni modo trovo che sia piuttosto interessante questo Martin Creed... dategli un'occhiata!
http://www.martincreed.com/works/index.html
http://www.teknemedia.net/archivi/2008/5/29/mostra/30703.html
Tanti auguri ad una persona speciale, ad un Artista con la A maiuscola, ad un cantattore dal grande talento, ad un uomo che con la sua arte e le sue qualità personali si fa apprezzare e voler bene.
Uomo colto, intelligente e sensibile, è autore di una frase che amo moltissimo e che condivido dalla prima all'ultima lettera:
Il successo di un uomo, alla fine,
si vede dagli amici che ha,
dall’amore che è riuscito
a creare attorno a sé.
(Vittorio Matteucci)
Buon Compleanno Vittorio!!
Pace non c'è tra gli ulivi
della mia speranza vana.
Pace non c'è fra le mie braccia
in croce e sulla mia bocca muta.
Questo giorno scarlatto
di sciocchi sussurri, di dati di fatto
E' un monologo infranto
Una voce spezzata nella gola
Un riso rimasto sospeso a metà.
Graffiano e dilaniano istanti d'attesa.
Densa di gelo la mia uscita di scena.
Cala il sipario.
Applausi
(Ilda Ippoliti)
La Roma ha perso lo scudetto.
Peccato non abbia una webcam... vedreste la mia faccia sorridere come un'ebete.
Non avrei potuto sopportare l'ennesimo scudetto della Roma.
La volta scorsa, chi è di Roma se lo ricorderà, non si è dormito per mesi. Di giorno e di notte orde di variamente motorizzati strombazzanti hanno invaso la città, ma non solo in centro o nei quartieri storicamente romanisti come Testaccio e Garbatella, DAPPERTUTTO!!!
Feste spontanee nelle piazze, musica a palla fino all'alba, gente vestita di giallorosso, segnali stradali, cassette della posta, fontanelle, muri, tombini, cancelli... tutto verniciato di giallo e rosso, Coretti come po po popo popo pooooo urlati ad ogni angolo della città...
E sorvolo sulla boria, la supponenza, la... molestia di questi lupacchiotti.
Considerate che un lupacchiotto io l'ho sposato.
La volta scorsa mi è toccato pure di portare la bandiera romanista nel casino di Testaccio... voi capite che si fa per amore? Io che sono una laziale da ben tre generazioni portare la bandiera giallorossa? Vabbè che quando lo scudetto lo vinse la Lazio mio marito mi portò a Piazza di Spagna a festeggiare. Partirono cori del tipo Roma - Roma vaff... ecc ecc... e io ebbi pietà: baciai mio marito per evitare che i biancocelesti vedessero che non lo gridava pure lui. Ah! l'Amour, toujours l'Amour!
L'inter ha vinto lo scudetto. Per il rotto della cuffia ma l'ha vinto.
Sarà felice Vittorio ( Matteucci ) che tifa Inter.
E sono felice anch'io!
Ieri sera sono andata a vedere SUOR AGOSTINA al Teatro Vittoria.
La cosa carina è che ho conosciuto Marianella Bargilli, la protagonista. Marianella era nota al grande pubblico per aver partecipato al Grande Fratello n'... non mi ricordo. Per caso girellando per il web tempo fa capitai nel suo Forum e feci amicizia, anche se solo virtuale con una sua grande fan, BlueDolphins che mi parlò del talento di quella sottile ragazza dal sorriso disarmante. Così nel mese di dicembre andai a vederla in Delitto Perfetto al Teatro Quirino, spettacolo di cui feci una bella critica. Marianella mi stupì perché non pensavo fosse così brava. E invece lo è eccome! Avrei dovuto andare nei camerini alla fine dello spettacolo... ma mi feci prendere dalla timidezza e non ci andai. Seppi poi da BlueDolphins che mi aveva aspettato e che si era dispiaciuta di non avermi conosciuta di persona.
Questa volta le cose sono andate diversamente. Arriviamo in teatro con parecchio anticipo e mentre passavamo davanti all'entrata la vedo. Mauri mi fa scendere e io, superando la mia scocciantissima timidezza, mi presento. Lei sapeva già che sarei andata a vederla quella sera.
Sottile, elegante, disponibile e delicata nei modi e nel parlare, Marianella non fatica a conquistarti. Sorride e il suo sorriso è luminoso e ti mette a tuo agio. Le ho parlato un po' di me, di quello che faccio e del mio amore per il teatro. Lei mi ha parlato del suo lavoro, di quanto lo ama e di quale bella esperienza sia interpretare Suor Agostina, una suora veramente esistita che fu uccisa da un paziente dell'ospedale Santo Spirito dove lavorava come infermiera.
Nei panni di quella Suora proclamata santa nel 1999, Marianella ci sta... da dio! Riesce a dare un colore di intensa umanità ad una donna che già in vita tutti consideravano santa, una donna che sa solo amare, al di là di tutto, al di la di ogni bruttura, al di là di ogni drammatico epilogo.
Lo spettacolo non è facile, è molto drammatico e straordinariamente intenso.
Va visto con animo sereno perché quello che va in scena è l' Amore, quello riservato al cielo e a quelli che il cielo lo sanno vivere anche qui.
( continua... )
Ieri sera sono andata a vedere gli straordinari STOMP al Teatro Olimpico. Uno spettacolo fantastico creativo, fantasioso, entusiasmante! Semplici oggetti scope, accendini, scatole di fiammiferi, taniche, bacinelle, bidoni, sturalavandini, lavelli, tubi di gomma che per un'ora e mezza si nobilitano divenendo improbabili, imprevedibili e straordinari strumenti musicali, percussioni travolgenti e coinvolgenti. Gli otto attori avevano una mimica esilarante ed eavevano una perfetta, stupenda coesione ritmica.
Mi stavo divertendo come una matta quando qualcuno seduto non so bene dove vicino a me allenta una loffa! Una terrificante LOFFA da sbiancare i capelli... da far seccare le piante.. insomma una PUZZA ASSURDA!
Mi sventolo un po' per disperdere la nube tossica e per qualche minuto l'aria torna respirabile, ma il magiatore di fagioli ha notato che il colore dei miei capelli era ancora troppo scuro, perciò nell'ora e mezza della durata dello spettacolo si premura di allentare qualcosa come 5 o 6 loffe tutte di uguale stramazzante portata. Non essendo l'ambiente sufficientemente areato la nube ristagnava sopra le nostre svenurate teste fino alla fine dello show. Alla terza loffa individuo il mangiatore di fagioli. Colon-Che-Uccide era seduto proprio accanto a me, il maledetto: faccia da scemo, stempiato e con accanto una cessa par suo.
Dico io, per prima cosa non mangiate legumi prima di andare in un posto pubblico e poi se ve la state facendo addosso, andate in bagno, ogni teatro ne ha uno.
Andateci e non ammorbate il prossimo, cafoni! Oh, pardon: CAGONI!