venerdì, 20 giugno 2008

La mattina presto Roma ha un aspetto stupendo: una luce appena dorata, l'aria fesca, il profumo di qualche albero odoroso, i vetri brillanti di qualche finestra baciata dal sole che spunta dietro i palazzi, il cielo azzurro appena velato da piccoli ciuffi di nuvole bianche e il taglio del volo delle rondini e i loro garriti, un gabbiano che ridacchia sul tetto di una casa, il profumo di caffè e di cornetti caldi che esce dai bar...
Com'è bello...

Com'è bello camminare godendo di questa pace...

Il Lungotevere è deserto, solo qualche macchina passa ogni tanto e mi soprendo a pensare che la mia città è davvero bellissima. E' anche la più caotica, una delle più sporche eppure... è la più bella del mondo!

Stamattina la facciata di San Pietro mi ricorda il rosa delle mie amate Dolomiti... Il marmo bianco baciato dal sole sembra quasi che arrossisca per pudore, come una ragazza timida cui si fa un complimento.

Castel Sant'Angelo  e il suo ponte con le sue statue bianche fa da sfondo alla curva lucida del Tevere, un serpentello verdognolo che, tra i rami dei platani, mi rapisce sempre per la sua bellezza.

I miei passi sui sampietrini si fanno più lenti, mi riempio gli occhi di Roma mia...
Vorrei che certi momenti potessero fissarsi per sempre con la loro luce, i loro colori , le loro sensazioni, i loro odori...

Fra poco le strade vomiteranno auto, l'aria perderà il suo profumo scurendosi di smog, i garriti delle rondini spariranno nel rombo dei motori e nel concitato suono dei clacson. La fretta, l'impazienza, il nervosismo avranno il sopravvento fino a sera tarda... Poi, piano piano, Roma si riapproprierà della sua pace, quella della notte, fino al prossimo mattino.


Scintilla di Ildabella


lunedì, 09 giugno 2008

Qualche settimana fa una mamma mi ha chiesto di scrivere qualcosa per la figlia che compiva 18 anni.
Mi ha raccontato qualcosa di loro due, tanto per darmi un'idea e io ho scritto questa poesia in romanesco.


("Maternità" olio su tela di Ivo Batocco)

 DICIOTT'ANNI

 
Che cosa te po’ di’ sta mamma tua
in questo ggiorno ch’è così importante?
Che sempre te sei stata ‘a ggioia sua
Puro si le difficortà so’ state tante?
 
Da quanno che sei nata, bella fija
Er core me se squaija si ce penzo
Perché nell’occhi tua vedo li mia
Sei te, d’ ‘a vita mia, raggione e senzo.
 
Si poi ripenzo a ieri, co’ tristezza
Io m’aricordo me co la paura
Quanno restammo sole e l’incertezza
De nun potette da’ vita sicura.
 
Ma noi semo rimaste sempre assieme
Legate da quarcosa de speciale
So’ mamma e ce lo sai si che me preme:
Che nun te capitasse mai gnente de male.
 
Mo te se fatta donna e bella assai
Sei forte, brava e tosta e so’ orgoijosa
D’avè na fija che, tu ce lo sai,
È come che sei te: meravijiosa!
 
Vorei fatte capì quanto ‘mportante
Sei stata tu pe’ me fija adorata
la sola cosa vera in mezzo a tante
la mia felicità, da che sei nata.
 
Li ggiorni so’ passati insieme all’anni
De cresce pare che ciai avuto fretta
Sei maggiorenne: hai fatto diciott’anni.
Pe’ me però sei sempre piccoletta.
 
Ancora vorrei ditte tante cose
che più che a tutto, mamma, a te ce tiene
Ma l’amore a vorte sai, nun cià parole
E te so solo dì TE VOJO BENE!

(Ilda Ippoliti)

Ho pubblicato questa poesia su alcuni altri blog di poesia cui partecipo e qualcuno mi ha fatto i suoi complimenti perché dai miei versi traspariva intenso l'amore per mia figlia...
Ringrazio chi ha scritto questo e lo dico con commozione... perché invece, io purtroppo non ho figli...



Scintilla di Ildabella