Vabbè. Si va avanti. E si cambia argomento.
Natale si avvicina. Sto cercando di sistemare la mia casa meglio che sia possibile.
Il cambiamento ha voluto e vuole i suoi tempi e con quel poco che ne ho io di tempo, il risultato è che ho ancora diversi scatoloni in giro e una quantità industriale di cose inutili che non riesco a capire perché:
1) ho comprato
2) me le sono pure portate appresso
3) non ho il coraggio di buttare.
Quando si cambia casa e si trasloca ci si rende conto di quante cose si è stati capaci di accumulare. Cose strane, spesso inutili, cose magari legate ad un ricordo... io per esempio raccoglievo i sassi... ci scrivevo su la data e li conservavo. Per fortuna ho smesso quando avevo una ventina d'anni. Conservo ancora il tappo della bottiglia di spumante del mio matrimonio. Quella del mio primo capodanno da sposata mi pare sia rimasto vittima del repulisti traslocatorio perché l'ho perso di vista. Nella fretta di impacchettare e imbustare tutto mi sono portata appresso persino pezzi di carta strappati, perline sparse, manuali di telefonini che non ho più da anni, penne!!! una quantità industriale di penne, scatole da scarpe piene di penne e matite che non so da dove siano uscite, probabilmente sono ancora quelle che mi son portata da casa di mia madre quando mi sono sposata... Da quando ho il pc, a mano scrivo al massimo la lista della spesa.
Bisogna trovare una soluzione.
Ce ne sono due. O butto tutto e poi qualcuno va, raccoglie la mia roba e se la va a vendere o me la vendo io... Me la vendo io!
Quindi a breve ( spero!) con una mia amica andremo a fare un mercatino. A Roma ce ne sono tanti. Ne sceglieremo uno carino e ci daremo al commercio!
D'altra parte se la domenica mattina fate un salto a Porta Portese vi renderete conto che la gente si vende (e si compra!!!) veramente di tutto. Qualche tempo fa con mio marito, vedemmo su un banco, un lampadario anni 70 molto carino e assolutamente simile a quello che ha mio fratello in camera sua. Così ci mettemmo a parlare con il tizio che lo vendeva e fra una chiacchiera e l'altra io dissi sorridendo che mi piaceva moltissimo girare per mercatini perché si vedeva tanto adorabile ciarpame. Lui mi rispose " A signò, si sapesse quanti sordi ce se fanno cor ciarpame!" E questa frase mi è rimasta impressa. Vediamo se riesco a farne un po' anch'io col ciarpame mio.
Insomma sono passati otto mesi dal mio trasloco in questa casa ma temo che per sistemare tutto mi ci vorranno altri due anni se tutto va bene,
A proposito... qualcuno è interessato a dischi in vinile di lirica e musica classica? Ne ho uno scatolone pieno, me li regalò la vecchietta ungherese del piano di sotto... quella che nel dopoguerra conobbe il marito in treno mentre tornava a Budapest. Ci chiacchierò fino a Trieste poi lui scese. E dopo un mese se lo vide alla porta di casa che veniva a chiedere la sua mano! Quei dischi che durante il matrimonio lui regalò a lei e che lei regalò a lui sono la colonna sonora della loro storia d'amore, una storia romantica... una storia d'altri tempi... una storia così bella che... pure se non ho il giradischi... quasi quasi me li tengo...
Sono così triste oggi...
Ogni giorno ho un malessere diverso... stamattina dovevo fare un accertamento, un'analisi del sangue e non l'ho potuta fare perché nonostante fossi a digiuno, ho la glicemia troppo alta... forse ho il diabete.
Quando ho realizzato mi sono sentita morire.
Come se non bastasse tutto quello che già ho. Sono stanca di essere sempre malata, di avere sempre un problema, vorrei tanto essere una persona normale, una che non deve passare le giornate dal medico o in ospedale a fare analisi e terapie.
Mi viene da piangere. Vorrei sparire. Ho solo voglia di dormire e di non pensare. Non ho più voglia di nulla e tutto mi sembra inutile e triste.
Alla fine a che servo io? A dare preoccupazioni a chi mi vuole bene e basta. Non posso aiutare nessuno, manco me stessa. Mi sento come una balena arenata sulla spiaggia: pesante, immobilizzata, rassegnata e inutile.
Che senso ha tutto questo? Che senso ha?
Ieri sera a Le Iene hanno fatto un servizio su un tipo che ha truffato complessivamente 500.000 euro ad alcuni asili privati. Il furbacchione si spacciava per una agenzia di lavoro che forniva personale a tariffe decisamente più inferiori del normale. Con questo miraggio del risparmio questi asili privati sottoscrivevano un contratto con il quale anticipavano 3 mensilità di questo servizio per cifre che, a seconda delle esigenze, andavano dai 13.000 agli 80.000 euro.
Intascati i soldi il tipo spariva senza ovviamente fornire il servizio pattuito. Dopo circa un mese il tipo ha dichiarato fallimento sparendo col malloppo.
Le iene lo hanno trovato e lo hanno messo di fronte alle persone truffate senza però mostrare il suo viso e cancellando il suo nome dai sottotitoli e dal sonoro del serviizio.
La prima cosa che viene in mente sono le parole dei truffati che si sono trovati con molte migliaia di euro di debiti e in qualche caso con la necessità di vendere l'attività per onorarli. Poverini... e lui che mascalzone!
A ME INVECE è VENUTO QUESTO PENSIERO: VI STA BENE SE SIETE STATI TRUFFATI! VI PIACEVA L'IDEA DI PAGARE IL PERSONALE 600 EURO AL MESE PIUTTOSTO CHE 1000. CHE VI FREGAVA SE I VOSTRI IMPIEGATI CON MENO DI 600 EURO( perché l'agenzia qualcosa si trattiene no?) DOVEVANO VIVERE CON UNA MISERIA!
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica sono enumerati i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio e tra questi c'è il non dare la giusta mercede (la paga) agli operai ( a chi lavora)...
A volte non è necessario aspettare troppo per vedere qualcuno avere ciò che si merita.
Il Teatro di Documenti è una struttura particolare nei cui ambienti, grotte scavate nel cuore di Testaccio, prende forma un teatro unico, vivo, sensoriale, in cui lo spettatore è parte del tutto scenico.
L'Aiòn Teater propone in questo spazio uno spettacolo di Marsel Lesko, "L'Epopea del Quotidiano" una denuncia dei mali della società che distruggono la vita dell'uomo. La parola, la musica, il canto, la danza, saranno la chiave di lettura con cui demolire la realtà malata del quotidiano e dar spazio ad una rinascita a nuova vita.
Si entra in un mondo a parte, in una affabulante dimensione onirica. Le immagini, i quadri proposti ,hanno i contorni sbiaditi e un po' confusi tipici delle figure animanti i nostri sogni. Le parole e le frasi, spesso non ben definite grammaticalmente, le maschere, sono come una corda che fa risuonare e accendere aree imprevedibili di coscienza in oblio, di nascoste memorie.
E' una poesia in movimento. Si ascolta, si guarda e si percepisce energia, emozione. E per ogni spettatore l'emozione è differente, perché differente, per ognuno è la coscienza e la percezione.
Le musiche dal vivo, si fondono con la parola, la maschera e la danza e il tutto si fonde con la suggestiva cornice del Teatro di Documenti che sembra divenire, straordinariamente, perfetto contenitore e allo stesso tempo parte del contenuto dello spettacolo stesso.
Lo spettacolo è diviso in due parti complementari ma allo stesso tempo a sé stanti ed ogni sera, alternativamente, ne viene proposta una.
L'Epopea del Quotidiano sarà ancora in scena fino al 16 Novembre. Se volete entrare in uno strano sogno popolato di bizzarre ed inquietanti creature, il Teatro di Documenti vi aspetta.
Teatro di Documenti
via Nicola Zabaglia, 42
00153 Roma
Info e prenotazioni:
tel. 06.5744034 (lun-ven 10.30/14.30)
segr. tel 06.5741622
www.teatrodidocumenti.it
e-mail: tdamiani@tiscali.it